Česky Rusky

Dallo spedale per bisognosi all´ Istituto di cultura italiana

La decisione presa. Si va a Praga. Ma il ceco, che lingua é? Non si capisce niente…Signori, non vi preoccupate. Spero non vi succeda niente nella cittá dalle cento torri ma per ogni evenienza - dottore e ambulanza lo capiscono tutti. Da noi si dice doktor e ambulance. E se per puro caso dovreste cercare un ospedale, i praghesi probabilmente capiranno che avete bisogno di špitál, espressione colloquiale (l´ ospedale in ceco si dice nemocnice, partendo da nemoc – malattia.) In questo articolo vi spiego cosa c´ entrano italiani a Praga con la parola spedale.

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La parola “spedale” deriva dal latino hospitale, riferito alle stanze per gli ospiti, nel Medioevo luoghi di accoglienza e cura per bisognosi, orfani e pellegrini. Uno ancora oggi si tiene il suo nome – lo storico Spedale degli Innocenti a Firenze. Un altro esempio lo trovate sulle rive del Tevere a Roma a pochi passi dal Vaticano – Santo spirito in Sasia. É il mio luogo preferito e mi ci fermo ogni volta quando porto gruppi turistici a san Pietro perché gli posso mostrare il baby box medievale. Nel muro incastonato nella nicchia si trova una grande botte di legno girevole  con un ´ apertura dove le povere mamme disperate lasciavano i suoi neonati. Ma torniamo a Praga. Uno spedale fu fondato anche nella capitale boema e proprio grazie alla comunitá italiana.

Quando nel 1583 Praga diventa la sede ufficiale dell´imperatore Rodolfo II. d´ Asburgo molti nobili della sua corte stabilitisi nelle vicinanze del Castello di Praga e nel quartiere Malá Strana per far vedere la loro richezza cominciano a ricostruire residenze familiari.  Architetti, muratori, scalpellini e stuccatori italiani hanno una buona reputazione, c´ é tanto da fare a Praga. La maggior parte che viene invitata dai noibili e anche dallo stesso inperatore Rodolfo II. proviene dall´ Italia del Nord, piú precisamente dalla regione dei laghi lombardi compresa tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia

Nel 1573 a Praga fu fondata la Congregazione Italiana dell´Assunta la quale univa mercanti e costruttori italiani. Non era l´organizazzione chiusa, potevano diventarne membri anche cattolici locali. La Congregazione si dedicó      all´ assistenza di poveri e bisognosi il cui numero con il passare del tempo cresceva. Nel 1602 nel quartiere di Malá Strana fu comprata la casa dal confratello Domenico de Bossi e probabilmente lui stesso , essendo di professione architetto la adibí al nucleo del futuro spedale. Visto che nella zona giá da tempo furono concentrati architetti e scalpellini italiani con le loro famiglie anche lo spedale venne chiamato Vlašský špitál  cioé Spedale italiano. „Vlaši“ allora era sinonimo per italiani arrivati dalla Lombardia.

Lo spedale aveva reparti per uomini, donne e bambini con addirittura sala giochi. Non mancava la cappella e pure il cimitero. Fin dall´ inizio dell´ attivitá fu allestito anche un piccolo birrificio (nel Medioevo a Praga esistevano circa 70 case di birra, cioé i loro proprietari hanno avuto diritto di dedicarsi sia alla produzione che alla vendita della birra). Oggi ci puó sembrare strano che la birra la bevevano anche bambini ma i nostri antenati preferivano bevande „trattate“ visto che l´ acqua veniva spesso contaminata.

Nel corso del 18 secolo altri edifici furono aggiunti giá in stile barocco. Dal 1804 il complesso serví da orfanotrofio e anche da casa ostetrica. Sempre per donne povere che non avevano nessun luogo dove andare. Dopo il parto hanno dovuto rimanere almeno 6 settimane perché erano obbligate di allattare sia suoi neonati che quelli abbandonati dalle madri. La mortalitá di neonati comunque era enorme. Di mille bambini nati circa 200 – 250 non superarono un anno di vita. Difficile immaginare oggi. Nel 1789 l´ orfanotrofio era chiuso ma lo spedale funzionó ancora fino alla metá del 19 sec. La  clinica ostetrica era nota in tutta Praga e professori di medicina illuminati vi portavano i loro studenti per fagli vedere come si svolge il parto. Non dimentichiamo che la societá di allora  era piena di pregiudizi e molti guardavano di malocchio questo luogo. I bambini nati qui non erano di letto matrimoniale…ma lo spedale si prendeva cura di questi bambini, li mandava a scuola e provvedeva addirittura alla dote delle ragazze per fargli vivere una vita migliore.

Nel 1942 la Congregazione italiana sancì il passaggio dell’ex Ospedale e orfanotrofio di Malá Strana  e nel 1951 qui fu aperta la sede di Istituto italiano di cultura di Praga.

Il quartiere di Malá Strana quindi non é solo ponte Carlo, la chiesa barocca di san Nicola e quella di Bambin Gesú di Praga. Secondo me a Malá Strana si respira la Praga piú autentica. Durante la nostra passeggiata dopo esser saliti neanche tanto in via Nerudová al livello dell´Ambasciata italiana (costruita ovviamente da uno di architetti italo-boemi piú celebri Giovanni Santini Aichel) vi porteró nei luoghi dove come per incanto spariscono turisti ed ecco l´antico spedale. Fondato da italiani quindi é solo giusto che gli italiani ci sono anche oggi. L ´istituto culturale italiano organizza mostre, concerti, visite guidate a ovviamente corsi di lingua italiana. Tanto tempo venivo frequesntarli anch´io.