Il Vicolo d´ oro nella Cittá d´ oro
Quale cittá sarebbe? Si trova nel cuore d´ Europa. Viene chiamata la cittá dalle cento torri, madre delle cittá, libro di archittettura aperto…e con Lione e Torino fa parte del triangolo della magia bianca. Avete indovinato? Bravi, é Praga, la cittá d´ oro. Ma non é tutto oro quel che luccica, si sa.

Secondo la tradizione era il re boemo e l´ imperatore del Sacro Romano Impero Carlo IV. Lussemburgo che nominó la sua cittá preferita la cittá d´ oro. Quando Praga nella mettá del Quattrocento diventa la sede imperiale, viene fondata l´ universitá, costruito il ponte di pietra (molto piú tardi chiamato ponte Carlo), secondo l´ esempio delle cattedrali gotiche francesi inizia la costruzione della cattedrale di san Vito al Castello di Praga. Alcune chiese vengono abbellite con lastre dorate sui tetti. In breve, comincia il vero e proprio periodo d´ oro. Francesco Petrarca valuta seriamente la possibilitá di trasferirsi a Praga.
240 anni dopo un altro re boemo e imperatore del Sacro Romano Impero Rodolfo II d´ Asburgo a Vienna preferí Praga e si trasferí al Castello di Praga. Fu costruita l´ ala nord del palazzo reale dove Rodolfo sistemó le sue famose collezioni di quadri, statue, oggetti preziosi e armi. Proprio in questo periodo furono costruite 24 piccole case per le guardie nell´ odierno vicolo d´ oro che la tradizione vuole diventarono poi case di alchimisti della corte dell´ imperatore. Rodolfo peró rimase deluso quando i suoi alchimisti non riuscirono a produrre né elisir di lunga vita né pietra filosofale, tanto meno oro.
É piú probabile che il nome della viuzza provenga da orafi che con altri artigiani risiedevano qui. La corte reale praghese contava circa mille persone conn le loro esigenze. Qui trovarono calzolai, sarti, fabbri e chi non si sentiva bene andava a prendere tisane da un erborista. In fondo del vicolo aveva la sua bottega un orafo. Il suo banco di lavoro era a forma di ferro da cavallo sotto il quale si stendeva un panno. Un´ idea intelligente perché se mentre lavorava il metallo prezioso se gli cadeva un pezzettino, lo recuperava facilmente.
Piú tardi nella viuzza risiedettero famiglie povere praghesi che si dovettero accontentare degli spazi davvero minuscoli e dei bagni comuni in fondo della viuzza. Qualche cassetta ha anche il primo piano ma la maggior parte sono monolocali. Dalla parte posteriore tutte le case si apoggiano al muro difensivo del castello cosí le finestre danno al fossato di cervi.
Il vicolo continuò ad essere abitato da poveri e da alcuni artisti fino al 1956. Poi gli ultimi abitanti furono trasferiti in nuove dimore e la stradina venne restaurata. É sicuramente la parte piú popolare della visita del Castello di Praga. Le facciate hanno diversi colori, dentro ci sono piccoli negozi di souvenir oppure sono sistemate come bottege di artigiani di una volta.
L´ abitante piú famoso del Vicolo d´oro fu per alcuni mesi lo scrittore Franz Kafka. La sua casa ho il numero 22 e la riconoscete da un bel colore azzurro della fcciata.