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La sinagoga Pinkas ci parla

La storia della comunitá ebraica di Praga é lunga oltre 10 secoli. Turisti di solito rimangono colpiti dalla vastitá del vecchio cimitero ebraico e dall´ interno della sinagoga piú vecchia d´ Europa. Entrambi i luoghi fanno parte del Museo ebraico di Praga cosí come la sinagoga Pinkas di cui si parlerá in questo articolo. Sará un racconto triste perché in effetti piú della sinagoga si tratta di una specie di lapide sepolcrale tra le piú grandi del mondo. Ma proprio per questo bisogna conservarne la memoria.

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Se avete associato Praga solo con le torri delle chiese gotiche e cupole di quelle barocche , orologio astronomico e ponte Carlo forse vi sorprenderá che al secondo posto per quanto riguarda il numero di visitatori dopo il Castello di Praga si trova il Museo ebraico. Attenzione, bisogna spiegare subito che non si tratta di un solo edificio. É praticamente il nome-copertura per 6 siti – il cimitero e 5 sinagoghe. Lo dico per esperienza, mi capita spesso che quando mi trovo nella zona con il mio gruppo e turisti italiani smarriti tra i vicoli attirati dal mio tesserino di Guida turistica di Praga si avvicinano sempre con la stessa domanda (signora, scusi, ci siamo persi, dove é il museo ebraico?)

Il biglietto del Museo ebraico é cumulativo quindi anche se vi interessa magari solo il cimitero tanto il prezzo é quello che c´ é. Peró dove potete visitare la sinagoga piú vecchia d´ Europa ancora in funzione sennó a Praga?

La visita di solito comincia dalla sinagoga Pinkas perché é da lí dove poi si entra al vecchio cimitero ebraico. La sinagoga oggi non serve piú come luogo di culto, é dedicata alle vittime del tragico periodo di Shoah. Per rispetto gli uomini devono portare il tipico copricapo ebraico, la kippah distribuita gratuitamente all´entrata. Se avete il berretto oppure il cappuccio va bene ma potete sempre prendere la kippah e tenerla per il ricordo.

La sinagoga risale alla fine del 15.sec. del periodo rinascimentale. Prima in questo luogo vi era una casa privata con un oratorio appartenente all’  illustre famiglia ebrea praghese degli Horowitz. Nel 1535 Aaron Meshulam Horowitz decise di trasformarla in una sinagoga. (NOTA: nel Medioevo i cognomi delle persone nascevano spesso dai paesi      d´ origine vuol dire che questa famiglia ebraica proveniva dalla cittadina Horowitz, Hořovice in ceco che esiste tutt ´ora nella Boemia centrale).

Una nota a parte. Turisti italiani che entrano nel cortile della sinagoga Pinkas sbarrato dal metal detector di solito non ci fanno caso. Ce ne sono tanti in Italia. Ai Musei vaticani, al Colosseo, anche ai musei minori come Bargello o Cappelle Medicee a Firenze. Figuriamoci alle sinagoghe veneziane o altrove. E se vi dico che la Repubblica Ceca nel 2025/6 é considerata il sesto paese piú sicuro a mondo? Vuol dire che a Praga la gente non era per niente abituata ai metal detector, neanche nel ex-ghetto ebraico….Che ci puoi fare –  i tempi cambiano. E anche se a Praga potete sentirvi al sicuro da 2025 il Museo ebraico di Praga ha deciso di installarli.

Dopo aver superato tornelli e metal detector prima di entrare nella navata centrale vi consiglio di passare per il vestibolo e uscire un attimo al cortiletto dove si trova l´ esposizione dedicata ai trasporti di ebrei ai campi di concentramento. Non era solo a Teresienstadt ( in ceco Terezín) ex-fortezza degli Asburgo nella Boemia settentrionale circa 60 km da Praga ma anche ai diversi luoghi in Polonia, Germania e Bielarussia dove le persone di origine ebrea venivano portate tra gli anni 19411944.  Le foto d´ epoca la dicono tutta. Basta guardare attentamente – gli sguardi smarriti sia di bambini che di adulti, le loro modeste valigie segnate con la stella di Davide, l´arroganza di nazisti armati. Ci tengo molto a cominciare la visita guidata e la spiegazione proprio da qui soprattutto quando accompagno gruppi studenteschi perché le immagini valgono piú di mille parole.

Entriamo ora nella sinagoga Pinkas. Nel 16 sec. fu aggiunta un´ ala ed il primo piano che serviva da galleria femminile. Cosí la pianimetria attuale ha una curiosa forma della lettera L.

Quello che subito colpisce sono nomi scritti sulle pareti. Tantissimi nomi. Sono quasi 78 000. Dietro ogni nome c´ é  una vita. La vita spezzata di anziani, giovani, ragazzini,  bambini. Basta paragonare la data di nascita e quella dela morte.

É molto importante per gli ebrei di avere la propria tomba. 6 milioni di vittime della follia nazista non ce ne hanno. Cosí le pareti della sinagoga Pinkas possono essere considerate una di pietre tombali piú grandi del mondo.  Il memoriale fu progettato dai pittori Boštík e John. Ci vollero 5 anni per iscrivere minuziosamente tutti i nomi dei circa 78.000 ebrei boemi e moravi vittime della Shoah, uno dopo l´altro. I nomi sono scritti in nero, i cognomi in rosso, in giallo invece le cittá e paesini di provenienza. I numeri indicano la loro data di nascita e il giorno in cui furono mandati verso le camere di gas.

Durante la seconda guerra mondiale, la Sinagoga Pinkas servì da magazzino dove nazisti collocarono oggetti liturgici ebraici non solo dalle sinagoghe praghesi ma anche da quelle boeme e morave chiuse al culto.

Il memorial fu aperto al pubblico nel 1960 ma chiuso dopo l’ occupazione della Cecoslovacchia dai soldati di 5 paesi del Patto di Varsavia nel 1968 con una scusa inventata, ufficialmente per dovuti lavori di restauro. Dopo la caduta del regime comunista nel 1989 la sinagoga fu ricostruita in tre anni e poi aperta al pubblico, ma ci vollero altri tre anni per ripristinare le iscrizioni dei nomi sui muri. L’  alluvione in estate 2002 fu un altro grave colpo. A destra della scaletta sul muro si puó vedere la linea che segnala il livello dell´ acqua.

Disegna quello che vedi, diceva ai bambini chiusi nelle baracche di Theresienstad la pittrice accademica Friedl Dicker -Brandeis. E loro hanno disegnato. Migliaia di quadri  di ricordi della felice vita prima della guerra. Scene della loro vita quotidiana nel ghetto. Le immagini del futuro che non venne mai. Prima della sua deportazione la Dicker-Brandeis  nascose i disegni presso gli amici e dopo la guerra circa 4.500 preziose testimonianze  furono consegnate al Museo Ebraico di Praga. Salite al primo piano della sinagoga Pinkas e quardate il mondo attraverso gli occhi di chi ha vissuto questo incubo. L´ incubo che non si deve ripetere mai piú.