Vecchio cimitero ebraico di Praga
Ci sono persone che se proprio non sono costrette non entrano mai a un cimitero. Ci sono invece altre che hanno proprio passione di andarci (noti sotto il termine tatofili) spesso per ammirare l´arte funeraria e l´architettura delle sepolture. In questo articolo vi parlo di uno dei cimiteri piú antichi d´ Europa che si trova a Praga. É il luogo davvero speciale.

Chi entra per la prima volta al vecchio cimitero ebraico di Praga senza conoscere la sua storia gli puó sembrare un luogo decadente e poco curato. Le lapidi sono storte, consumate dal tempo, si appoggiano l’ una all´ altra, il terreno é ondulato. Perché é cosí? La comunitá ebraica doveva accontentarsi solo dello spazio concesso e non poteva allargare il cimitero. La legge ebraica vieta rimuovere le tombe antiche e quindi l´ unica soluzione fu seppelire i defunti agli strati di terra verticalmente. Oggi questo cimitero ebraico ospita 12 000 lapidi ma si estima che nel corso dei secolo vi furono sepolte oltre 80 000 corpi.
La tomba piú antica risale al 1439, la piú recente é del 1787. Per motivi igienici l´ imperatore Giuseppe II. d´ Asburgo vietó di seppelire defunti nei quartieri popolati e cimiteri si dovettero spostare fuori le mura. Infatti a Praga trovate anche il nuovo cimitero ebraico dove é sepolta la famiglia di Franz Kafka e lo scrittore stesso.
A prima vista é ovvio che un cimitero ebraico é molto diverso da quello cattolico. Ebrei di rito ashkenazita non portano mai fiori alle tombe. Vi mettono invece dei sassolini. É una lunga tradizione che risale al periodo biblico quando gli ebrei vivevano nel deserto. I defunti li coprivano con mucchi di pietre.
Un´ altra differenza – sulle lapidi non ci sono ritratti dei defunti perché la religione ebraica vieta raffigurazioni di esseri umani. Trovate invece diversi simboli che indicano la professione di una persona. Un sarto é rappresentato dalle forbici, se riconoscete la muca vi é sepolto un macellaio. Ma l´ immagine di un animale puó significare anche il cognome del defunto. Spesso trovate il leone, l´ oca, il pesce, l´ ariete, la volpe. E non finisce qui. Su molte lapidi si vede la corona che rappresenta un uomo erudito, il grappolo d´ uva invece significa la fertilitá per le donne, la saggezza per gli uomini.
Nell´ antichitá gli unici autorizzati a officiare i sacrifici e svolgere il servizio sacro al tempio di Salomone erano i Kohen, discendenti diretti di Aronne, fratello di Mosè . Il loro simbolo sono le mani alzate per la preghiera. I membri della tribù di Levi assistevano i Kohen nelle funzioni religiose. Ogni discendente di Levi ha sulla tomba il simbolo della brocca.
Il luogo piú visitato al vecchio cimitero ebraico praghese é senzaltro la tomba di Rabbi Judah Loew ben Bezalel, un rabbino, filosofo, matematico, kabbalista (secondo la tradizione fu lui a creare l´ uomo artificiale Golem), esperto di Talmud. Rabbi Judah morí nel 1609 ma ancora dopo secoli gode di grande autoritá nel mondo ebraico che lo chiama Maharal cioé il piú venerato maestro e rabino.
Il funerale ebraico tradizionale detto Kevurah dovrebbe svolgersi al piú presto possibile, perché secondo la mistica ebraica l´ anima deve tornare al Dio e il corpo restituito alla terra. Prima del funerale i parenti piú stretti esequono il Keriah, si strappano vestiti (o simbolicamente il nastro nero) come simbolo della perdita. Questo gesto aiuta di liberare la tensione e forse anche le emozioni negative. La cerimonia del funerale é sobria, si legge una breve preghiera, il rabino fa un discorso. La bara é semplice, di legno grezzo non verniciato. Quando viene portata al luogo di sepoltura, il corteo si ferma piú volte per recitare salmi. Ognuno dei presenti butta sulla bara 3 palette di terra, dopo pianta la paletta nel suolo e non la passa al prossimo direttamente. Questo per evitare di passare agli altri il proprio dolore. Dopo il funerale all´ uscita dal cimitero tutti si lavano le mani nel lavabo. Quello non manca mai ai cimiteri ebraici, notatelo prima di uscire dal vecchio cimitero ebraico di Praga.