Capolavoro barocco grazie all´ umile mecenate
Ogni cittá ha i suoi simboli architettonici. Guardando il panorama di Praga dalla terrazza sotto il monastero di Strahov non può sfuggire la grande cupola verde della chiesa di san Nicola nel quartiere di Malá Strana che fino a 1784 era una cittá vera e propria, appunto. Oggi la chiesa insieme con il ponte Carlo e la cattedrale di san Vito al Castello di Praga crea la triade iconica della riva sinistra della Moldava.

Nel 1625 l´ imperatore Ferdinando II. regaló ai gesuiti la chiesa gotica di san Nicola sulla piazza di Malá Strana. L´ ordine decise di costruire qui la loro casa professa e accanto una nuova chiesa piú grande dedicata sempre a san Nicola. Ma passano quasi 50 anni prima di poter cominciare perché gli abitanti di Malá Strana fecero tutto il possibile per ostacolare l´ avvio della costruzione. Non é che i gesuiti godettero molta popolaritá tra la gente ed erano incolpati anche dalla sconfitta dei protestanti boemi 4 anni prima nella battaglia sulla Montagna Bianca.
Una testimonianza di questa antipatia ne é la torre campanaria che non appartiene alla chiesa bensí alla cittá di Malá Strana. L´ ordine dovette alle sue spese costruire una torre come il compenso del vecchio campanile demolito per fare spazio alla nuova chiesa barocca. Dalla torre le guardie cittadine sorvegliavano la zona per poter subito segnalare un eventuale incendio. Il comune chiese che la torre avesse la stessa altezza come la cupola della chiesa, 79 metri ed é proprio cosí. Ma a causa del terreno in pendenza si é creata un´ illusione ottica molto interessante che cambia guardando la torre da diverse angolazioni.
Se visitate questo capolavoro barocco fermatevi un´ attimo prima di entrare davanti alla facciata ondulata. É l´ unico esempio del barrocco romano a Praga sul modello della chiesa Il Gesú. San Nicola lo trovate nella nicchia accompagnato dai ss. Pietro e Paolo e dai santi dell´ ordine di gesuiti – san Ignazio di Loyola e san Francesco Xaverio. Sopra il portale centrale é collocato lo stemma del nobile casato boemo di Kolowrat-Libštejnský. Di questa famiglia nobile proveniva il maggiore sponsor Václav, gesuita lui stesso che all´ordine regaló la sua enorme ereditá rendendo cosí possibile la costruzione della chiesa.
Una volta entrati nel sontuoso interno potete ammirare la sintesi perfetta di architettura, scultura e pittura come in nessun´ altra chiesa barocca praghese. É opera di rinomati architetti Kryštof e Kilián Ignác Dienzenhofer, padre e figlio. Gli affreschi sono di Jan Lukáš Kracker, la decorazione scultorea di František Ignác Platzer. Ma dietro tutta questa bellezza merita ricordare un uomo che rinunció sia alla ricchezza mondana che al titolo nobiliare per creare qualcosa Ad maiorem Dei gloriam. Questo motto dell´ ordine di gesuiti il mecenate Václav Kolowrat-Libštejnský mantenne per tutta la sua breve vita. Il giovane decise di vivere in povertá e dopo gli studi di teologia a Roma di partire per paesi lontani come missionario. Purtroppo il suo sogno non si avveró, morí di tifo a soli 24 anni e fu sepolto nella chiesa di san Ignazio a Roma. A Praga peró ci ha lasciato il ricordo indelebile della sua bontá e umiltá vista raramente.