La Pasqua nella Rep. Ceca – donne picchiate e uomini sbronzi
Nell´anno 2026 la Pasqua cade domenica 5 aprile e se avete deciso di visitare Praga e rimanerci anche per la Pasquetta sará meglio avvisarvi. Soprattutto voi donne. Perché? Perché lunedí mattina potreste essere picchiate anche dal proprietario della pensione dove sarete alloggiate. E allora capite a che cosa servono fruste colorate che si vendono ai mercatini pasquali.

Il fatto che La Repubblica Ceca è uno dei paesi meno religiosi al mondo e il più secolarizzato d’ Europa puó sembrare strano visto che il suo vicino di casa é la catolicissima Polonia. Ci sono ragioni storiche. Giá nel 15 secolo nasce una specie di diffidenza verso le autoritá ecclesiastiche con l´ attivitá del prete cattolico (!) Jan Hus, il predecessore di Martin Luther, il monaco agostiniano. Entrambi criticarono la chiesa cattolica che si allontanava sempre di piú da ideali di povertá e misericordia cristiana, vendendo prebende ecclesiastiche e indulgenze. Ma mentre Luther aveva giá a disposizione la stampa per diffondere le sue idee, Jan Hus finí al rogo come un eretico (1415). Da lí parte il movimento protestante ussita e anche se alla fine viene sconfitto una vena del protestantesimo rimane, nonostante il governo degli Asburgo, cattolici tutti quanti che duró fino alla prima guerra mondiale.
Quando nel 1948 comunisti salgono al potere assoluto molte chiese vengono chiuse. In apparenza secondo la costituzione i cittadini cecoslovacchi hanno diritto di professare la propria fede ma quai se la parocchia la gestisce qualche giovane prete entusiasta. Celebrare la messa, lo puó fare. Coinvolgere la parocchia in altre attivitá, incontrarsi con giovani, organizzare gite e lezioni? Neanche per sogno. Non c´ era separazione tra Chiesa e Stato, i preti dovevano possedere il „consenso statale“ ed erano considerati una specie di impiegati. Se un prete era troppo attivo anche fuori dell´ orario delle messe finiva trasferito in qualche paesino sperduto… A scuola non si insegnava piú la religione con tutte le conseguenze e pian piano si é arrivati al fatto che la Repubblica Ceca é uno dei paesi meno religiosi al mondo.
Cosa quindi aspettare nei giorni di Settimana Santa a Praga? Per chi é praticante consiglio di consultare il sito web della cattedrale di san Vito al Castello di Praga oppure quello della chiesa della Madonna di Týn che si trova proprio in piazza della Cittá Vecchia. É una delle poche chiese dove si fa la benedizione del fuoco nella Veglia Pasquale del Sabato Santo ed é molto emozionante.
Ma la Pasqua vuol dire anche fine della Quaresima, buon cibo e magari qualche bicchierino in buona compagnia, nuove emozioni di viaggio. Si sa, Pasqua con chi vuoi.
Non vi preoccupate, a Praga questo non vi mancherá. Come Guida turistica che va spesso in Italia posso comparare entrambi paesi e devo dire che stranamente da noi l´ atmosfera pasquale é piú sentita. Ci sono mercatini pasquali in piazza Venceslao, in piazza della Cittá Vecchia e ci sono parecchi mercatini rionali. Giá da lontano si vedono in mezzo alle bancarelle betulle decorate con dei nastri di carta colorati.
Uova, uova
A differenza dai paesi anglosassoni dove bambini cercano uova di cioccolato nascoste questo da noi si fa poco. Preferiamo la tradizione e cosí in molte famiglie si decorano le uova in diversi modi. Il metodo piú semplice é di cucinare le uova insieme con la buccia di cipolla. Il risultato é un bel colore marrone. O si lascia cosí oppure si puó continuare a decorare. I piú bravi raschiano sul guscio diversi disegni o creano ornamenti elaborati con la cera, i piú maldestri (come me) incollano adesivi comprati in cartolleria. Sulle bancarelle dei mercati pasquali peró trovate veri capolavori fatti dalle nonnine di Moravia che ogni anno ci portano risultati della loro maestria.
Va bene, le uova colorate o di cioccolato a Pasqua le trovate in tutta Europa. Ma solo da noi trovate la POMLÁZKA.
La parola stessa comprende una radice slava „mlad“ che vuol dire giovane. Queste fruste di ramoscelli di salice si fanno a mano, praticamente si intrecciano come cappelli. La tradizione è decisamente pagana e assomiglia alla festa Lupercalia dell´ antica Roma quando le donne venivano frustate con delle cinghie fatte di pelle di animali sacrificati perché diventino feconde. Cosí con la pomlázka i ragazzi e gli uomini frustano le loro ragazze e donne con fruste di salice affinché siano sane, giovani e belle come la primavera. Non finisce qui, in cambio i maschi ricevono uova decorate, dolci o un bicchierino di grappa.
Questa tradizione che oggi puó sembrare abbastanza violenta viene mantenuta soprattutto in campagna ma anche nelle cittá ci sono parecchie famiglie che continuano a tramandarla. Si fa per divertimento e qualche leggero colpo sul sederino é simbolico. Ma é anche vero che ancora 100 anni fa era del tutto normale che la sera di Pasquetta in molti villaggi boemi, moravi e slovacchi si trovarono „tutte le femmine picchiate e tutti gli uomini sbronzi“. La piú picchiata era la ragazza piú bella del paese e se vi é rimasta una dove non ha venuto nessuno, che vergogna…